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Io sono Li

un film di Andrea Segre
Italia, Francia - 2011 - 96 min
Con Zhao Tao (Shun Li), Rade Sherbedgia (Bepi), Marco Paolini (Coppe), Roberto Citran (l'Avvocato), Giuseppe Battiston (Devis)

Dalla sua nascita nel 2007, il Premio LUX rende concreto l’impegno del Parlamento europeo per l’industria cinematografica europea e la sua creatività. Il Premio LUX punta i riflettori ogni anno sui tre film scelti per la competizione, che riflettono la ricchezza e la diversità culturale europee, insieme all’eccellenza creativa della sua produzione cinematografica. Il premio sostiene il cinema europeo con la profonda convinzione che, come mezzo culturale di massa, sia un efficace veicolo per animare il dibattito e la riflessione sull’Europa, i suoi valori, il suo futuro.

I tre film finalisti del Premio LUX 2012 sono :
• Io sono Li, regia di Andrea Segre (Francia/Italia)  vincitore del premio Lux 2012
Csak a szél, regia di Bence Fliegauf (Francia/Germania/Ungheria)
Tabu, regia di Miguel Gomes (Brasile/Francia/Germania/Portogallo)

1. In breve

Photo filmShun Li, una giovane donna cinese, è occupata in un laboratorio tessile nella periferia romana. Un giorno viene trasferita a Chioggia, vicino a Venezia, per lavorare come cameriera in un'osteria frequentata da vecchi pescatori. Uno di questi, Bepi, iugoslavo immigrato da 30 anni e soprannominato "il Poeta", diventa suo amico. La relazione però è mal vista dagli italiani del quartiere, nonché dalla comunità cinese.

Primo lungometraggio di finzione del documentarista Andrea Segre, Io sono Li affronta con pudore e delicatezza il tema dell'avvicinamento tra persone di culture diverse.

2. Una cinese in Italia

Photo filmShun Li è venuta a lavorare in Italia; inizialmente è occupata in un laboratorio tessile nella periferia romana, poi viene improvvisamente trasferita a Chioggia, non lontano da Venezia, per lavorare come cameriera in un'osteria. La ragazza è nelle mani di un'organizzazione cinese (di stampo mafioso?) che le ha pagato il biglietto aereo e il permesso di soggiorno. Per rimborsare queste spese dovrà lavorare al servizio dell'organizzazione per un periodo di tempo indefinito. Su Shun Li grava inoltre il peso di aver lasciato in Cina un figlio, che potrà raggiungerla solo una volta ripagato interamente il debito.

Lavorando nell'osteria chioggiotta, la ragazza entra a stretto contatto con la popolazione italiana, soprattutto con un gruppo di pescatori di una certa età. È probabilmente la prima volta che Shun Li ha occasione di relazionarsi così da vicino con gli italiani. Tra questi si distingue un piccolo gruppo di amici: Bepi, Coppe, l'Avvocato e Baffo, che hanno l'abitudine di ritrovarsi all'Osteria Paradiso per bere un bicchiere e fare due chiacchiere o giocare a carte. I quattro uomini si mostrano gentili nei confronti della nuova cameriera: le spiegano a cosa corrispondono le ordinazioni e come servirle… Si prendono bonariamente gioco di lei, che non capisce né parla bene l'italiano. Di fronte a questa giovane donna straniera e sola, il gruppo di uomini maturi si trova in posizione di forza e adotta naturalmente un atteggiamento che potremmo definire di "affettuosa superiorità", tra punzecchiamenti e indulgenza. Da questo punto di vista, si distinguono nettamente da due avventori più giovani, Devis e uno dei suoi amici, che si rivolgono a Li con disprezzo.

Photo filmCon il passare del tempo ha luogo l'avvicinamento: i pescatori provano la cucina cinese e l'apprezzano a modo loro; Li viene invitata a brindare per festeggiare il pensionamento di Coppe… Ma a simpatizzare con Li è soprattutto Bepi, iugoslavo immigrato in Italia da 30 anni. Conversando, Bepi scopre che il padre di Li era pescatore, proprio come lui. Lei gli mostra alcune foto del padre al lavoro, poi una foto del figlio. Gli confida di sentirne la mancanza e di sperare che possa presto raggiungerla. Evoca anche la festa del Poeta, una celebrazione tradizionale a cui è molto attaccata e che desta l'interesse di Bepi, poeta a tempo perso, che trova affascinante questa tradizione di fare galleggiare delle lanterne sul fiume per commemorare il grande poeta cinese Qu Yuan. Anche sul piano politico Li e Bepi sono legati da un filo comune: il comunismo conosciuto da Bepi in Iugoslavia all'epoca di Tito. L'amicizia che nasce tra i due, che condividono inoltre la solitudine e la condizione di straniero, si consolida: Bepi propone a Li di utilizzare il suo telefono per chiamare il figlio in Cina e le fa visitare la sua capanna di pescatore costruita su una palafitta nella laguna. Qui, di fronte alla tristezza di Li, che non sa quando potrà rivedere il figlio, Bepi la abbraccia.

Non serve altro per incrinare l'equilibrio che si era creato tra Li e gli italiani. Si sparge la voce di una relazione tra Bepi e la giovane. Il sospetto dà adito a una serie di fantasie: la ragazza lavorerebbe per la mafia cinese, che manda le sue donne a sedurre e sposare vecchi italiani, in modo da poter accedere all'eredità… D'altra parte i cinesi sono dappertutto, è una specie di invasione, un nuovo imperialismo. Da parte loro, anche i cinesi non vedono di buon occhio la relazione tra Li e Bepi, proprio perché è fonte di pettegolezzi. "Gli italiani parlano male dei cinesi a causa tua", dicono a Li e approfittano dell'occasione per vietarle di rivolgere la parola a Bepi, se non per prendere le sue ordinazioni e servirgliele. L'amicizia tra Li e Bepi viene così brutalmente interrotta sotto la pressione delle rispettive comunità.

Photo filmUna giovane donna inoffensiva (sola, straniera, non autosufficiente dal punto di vista economico, che non parla bene la lingua…) diventa improvvisamente una minaccia per la comunità italiana. Il film di Andrea Segre mostra in maniera impressionante che è stata superata una frontiera, facendo ribaltare la prospettiva di una parte nei confronti dell'altra. L'avvicinamento tra Li e Bepi arriva a diventare inaccettabile, come se la loro amicizia escludesse improvvisamente tutte le altre, come se uno potesse sottrarre l'altro al proprio gruppo di appartenenza. Ma è soprattutto lo status dei personaggi a essere ribaltato. Li non è più vista come un'insignificante cameriera bensì come il simbolo o l'avanguardia della Cina imperialista! Quanto a Bepi, le cui origini vengono comunque regolarmente ribadite, viene assimilato all'Italia e alle sue ricchezze, quando invece non possiede che uno scooter e una capanna!

Allo spettatore, che probabilmente si è affezionato ai personaggi di Li e Bepi, questo cambiamento appare iniquo. Eppure è il fenomeno dello stereotipo, a cui prima o poi tutti finiamo per cedere, che qui viene illustrato. Quando percepiamo una minaccia[1] (talvolta a torto), in questo caso la possibilità che Li sposi Bepi e si impossessi dei suoi averi, l'individuo soccombe a favore dei preconcetti che caratterizzano la comunità di appartenenza: i cinesi invadono il mondo, ci porteranno via le nostre cose. Quando Bepi vuole entrare nel bar, dopo che ormai si è sparsa la voce, Devis lo mette in guardia dicendo: "Attenzione alla mafia cinese!", come se Li stessa rappresentasse un pericolo.

La stampa[2] evoca regolarmente gli investimenti cinesi all'estero, e la formidabile crescita cinese impressiona le nazioni che non attraversano una fase analoga di sviluppo. Avviene così che il discorso dominante su un paese o una comunità si applichi improvvisamente al singolo individuo, escludendone le qualità e i difetti. Un gesto affettuoso tra Bepi e Li è interpretato come il segno di una relazione e addirittura di un futuro matrimonio, come se il personaggio di Li incarnasse le fantasie e i timori di una comunità nei confronti di un'altra.

Da questo punto di vista, Io sono Li può essere visto come un monito contro gli stereotipi che, in determinate circostanze, ci portano a considerare le persone non come individui, bensì come portatori dei difetti o delle cattive intenzioni attribuite alla comunità o alla cultura di origine.

3. Contrasti e complementarità

Photo filmLa rottura della relazione tra Li e Bepi, che corrisponde altresì alla rottura di un equilibrio tra italiani e cinesi, nonché tra italiani di origine e Bepi, può essere interpretata anche in un altro modo. Si potrebbe infatti ipotizzare che la relazione tra Li e Bepi faccia vacillare un intero equilibrio sociale, quello della piccola comunità chioggiotta. La società italiana, così come appare nel film, sembra infatti conservare per convenzione tutte le opposizioni, se non addirittura le disuguaglianze, la cui combinazione contribuisce tuttavia a creare una forma di armonia. Nel ridurre queste opposizioni, Bepi e Li minaccerebbero l'equilibrio sociale.

Il film si apre nello spirito della tradizione cinese, con la cerimonia di omaggio al poeta Qu Yuan. Questa tradizione emerge a svariate riprese nel film e la figura dello yin e dello yang, seppur non evocata esplicitamente, si impone con naturalezza nel corso di alcune scene. Ad esempio, in una lettera al figlio, Li evoca il mare, sempre in movimento, alla mercé delle onde e del vento, e la laguna, calma e misteriosa, mettendo a confronto l'entità maschile e quella femminile. Due termini che rappresentano altrettanti aspetti di uno stesso concetto. In Io sono Li appare altrettanto variegata anche la ricchezza dei contrasti.

Contrasto tra cinesi e italiani, innanzi tutto, separati dalla barriera della lingua, della cultura, e persino della cucina. Ciò non esclude la possibilità di una coesistenza pacifica: la scena del mercato, dove un cinese contratta e acquista dei gamberetti, è infatti piuttosto rappresentativa della possibilità di una convivenza nonostante le differenze.

Photo filmE ancora, contrasto tra uomini e donne: l'osteria è frequentata esclusivamente da uomini e Li è da sola dietro il bancone. L'unica donna che si vede entrare nel locale (per uscirne subito dopo) è la moglie di Devis che, furibonda, va a lasciare un figlio dal padre, in modo da potersi recare dal medico con il bambino più piccolo ammalato. Sono sempre gli uomini che vediamo lavorare sulla barca da pesca. Le donne, invece, hanno molta meno visibilità nel film. Uomini e donne sembrano evolvere in mondi paralleli che non si incontrano realmente.

Anche giovani e vecchi sono messi in opposizione. Il gruppo di pescatori anziani, relativamente omogeneo, si oppone a Devis e al suo amico, che non dimostrano lo stesso atteggiamento di gentilezza nei confronti di Li, che guadagnano denaro in maniera dubbia e si vantano di averne molto. Bepi è infastidito dal suo stesso figlio, che gli rinfaccia il suo stile di vita "all'antica" (senza automobile, senza ascensore, senza microonde, ecc.) e lo vede più vecchio di quanto sia in realtà (vorrebbe che il padre si avvicinasse a Mestre, dove lui abita, nel caso in cui "dovesse succedergli qualcosa". Bepi gli risponde allora: "Sono solo, non sono morto!").

Si tratta di concezioni della vita diverse e in opposizione tra giovani e anziani: i giovani sono a favore di una certa modernità, dell'efficienza orientata al materialismo, mentre gli anziani prediligono le cose fatte alla vecchia maniera, la semplicità, la tradizione e l'amicizia. (Proprio all'inizio del film è proposta una scena in cui si osserva lo stesso contrasto, all'interno della comunità cinese, tra rispetto della tradizione — ovvero la celebrazione del poeta da parte di Shun Li — e la disinvoltura associata ai giochi d'azzardo.)

Photo filmUn altro contrasto riguarda l'opposizione tra lavoro e riposo. Il lavoro dei pescatori è fisico e tecnico. Devis, che sembra non lavorare, si diverte con le gare di barche a motore e si vanta di guadagnare molti soldi in poco tempo e con poco sforzo. Gli uomini, quando brindano per festeggiare il pensionamento di Coppe, invitano un cinese a unirsi a loro, ma questi declina l'invito perché ha del lavoro da sbrigare. "Il lavoro, sempre il lavoro!", rispondono allora i pescatori anziani. La contrapposizione tra lavoro e inattività è molto presente nel film; si potrebbe addirittura generalizzare questo contrasto opponendo l'Europa che invecchia, che sembra entrare in una fase di riposo (se non di recessione) e la Cina, in piena crescita, prorompente di energia.

La relazione tra Li e Bepi riduce queste opposizioni, trattandosi dell'avvicinamento tra un italiano (o comunque considerato tale, in quanto integrato) e una cinese, un uomo e una donna, un vecchio e una giovane, un pensionato e una persona attiva… L'insieme di tutti questi contrasti è probabilmente percepito come una minaccia per l'ordine sociale, in quanto questa relazione stravolge troppe convenzioni.

4. Una messa in scena tra efficacia e mistero

Il film di Andrea Segre è caratterizzato da grande limpidezza e si distingue in modo particolare per la sua elevata efficacia, grazie alla quale lo spettatore è nella condizione di poter apprendere una gran quantità di informazioni in poco tempo. L'inizio del film, ad esempio, ancora prima della comparsa del titolo sullo schermo, permette di inquadrare perfettamente la situazione di Li e introduce la cerimonia di omaggio al poeta, che tornerà come motivo ricorrente.

Photo filmLa citazione iniziale, che apre il film evocando il poeta cinese Qu Yuan, e le prime immagini - due giovani donne asiatiche che posano piccole candele sull'acqua - iscrivono fin da subito il lungometraggio nella tradizione cinese. Ma questa scena e la sensazione che ispira (pace, raccoglimento, mistero…) sono brutalmente interrotte dall'irruzione di un uomo che accende la luce (scopriamo allora che la scena ha luogo all'interno di un bagno e che l'acqua è quella della vasca), che denigra la celebrazione esclamando "Siamo in Italia!" e che urina davanti alle due giovani raccolte, a ulteriore manifestazione del disprezzo che prova per le credenze tradizionali. Lo spettatore comprende immediatamente la situazione: ci troviamo in una casa abitata da cinesi in Italia ed è evidente la frattura tra le giovani donne attaccate alla tradizione e gli uomini che giocano al mahjong nella stanza attigua, bevendo e imprecando. Seguiamo quindi una delle due donne, Shun Li, che lavora in un laboratorio tessile. Viene convocata dal caporeparto, il quale le annuncia la decisione di trasferirla a Chioggia, vicino a Venezia. Shun Li non ha scelta: deve rimborsare interamente il biglietto aereo e il permesso di soggiorno, che qualcuno ha pagato per lei. Shun Li accetta, torna a casa e compone mentalmente una lettera da inviare al figlio, rimasto al paese: sente molto la sua mancanza, ma presto saranno di nuovo insieme. Il suo lavoro ruota interamente intorno a questa prospettiva: poter pagare il viaggio del bambino. Tutto ciò viene svelato ancora prima che il titolo del film appaia sullo schermo.

La situazione è chiara: Shun Li è nelle mani di un'organizzazione cinese a cui deve ripagare un debito, condizione necessaria per permettere al figlio di raggiungerla. La ragazza è attaccata a una serie di tradizioni cinesi che difficilmente possono essere rispettate in Italia; ciò permette di immaginare il suo sentimento di sradicamento e solitudine.

Photo filmMa se è molto esplicito in alcune scene, come quelle che abbiamo appena evocato, allo stesso modo il film conserva una dimensione ambigua e misteriosa. Ad esempio, l'organizzazione cinese cui Li deve ripagare il debito è presentata in maniera equivoca. Li non sa con esattezza quando finirà di ripagare il debito, attende misteriose "notizie" che non si sa quando arriveranno, è tenuta a obbedire all'organizzazione, che assume tra l'altro forme svariate, quali un laboratorio tessile a Roma o una piccola osteria a Chioggia, le viene rinfacciato fin dall'inizio il debito da ripagare, qualora dovesse comportarsi male... Tutto ciò dà dell'organizzazione un'immagine assolutamente dubbia e illecita, assimilabile a una mafia. D'altra parte, l'organizzazione non sembra schiacciare gli individui, come potrebbe fare un gruppo dedito ad attività criminose. Le condizioni di lavoro nel laboratorio tessile sembrano adeguate (le operaie non sembrano sotto pressione, il rumore delle macchine non è assordante…); il caporeparto appare piuttosto cordiale e il "trasferimento" di Li sembra essere una promozione dovuta alla qualità del lavoro svolto. Inoltre, Li viaggia da sola tra Roma e Chioggia; il suo alloggio non è particolarmente confortevole ma non è nemmeno invivibile; il lavoro al bar appare molto ordinario e non dà l'impressione che la ragazza venga sfruttata in maniera scandalosa (sebbene per diverso tempo non possa avere giorni di ferie). Infine, l'organizzazione accetterà che qualcun'altro ripaghi il debito per conto di Li e la lascerà ricongiungere con il figlio prima del previsto.

È altrettanto difficile inquadrare alcuni personaggi, come Devis, le cui attività sono alquanto misteriose e tanto dubbie quanto quelle dell'organizzazione cinese.

Photo filmAnalogamente, anche la relazione tra Li e Bepi è caratterizzata da una certa ambiguità. Si tratta di amore o di amicizia? Che cosa cercano l'una e l'altro in questa relazione? Gli altri hanno fatto in fretta a immaginare che Bepi sia alla ricerca di una relazione sessuale e che Li sia interessata ai soldi di Bepi. Anche se questa semplificazione risulta fin troppo caricaturale, lo spettatore si pone legittimamente delle domande sulla natura della relazione.

Infine, il film presenta un altro grande mistero: Lian, la compagna di camera di Li. La ragazza sembra non lavorare, è sempre a casa a leggere riviste, seduta sul letto… Eppure, alcune riprese enigmatiche la mostrano in altri posti, in strada soprattutto, di notte. Cosa fa Lian fuori, nelle ore notturne? Potremmo immaginare che si prostituisca per l'organizzazione cinese. È valida questa interpretazione? Tenendo per buona l'ipotesi della prostituzione[4], potremmo immaginare che Lian, contrariamente a Li, lavori in condizioni estremamente penose, che hanno l'effetto di annientarla. Quando Li evoca la sua amicizia con Bepi, Lian le consiglia di diffidare: "Gli italiani sono nostri clienti" afferma, il che può essere interpretato in due modi diversi, se manteniamo l'ipotesi della prostituzione. Infine, che senso attribuire al gesto finale di Lian? È possibile che Lian, schiacciata dalla mafia che la costringe a prostituirsi, scelga di sacrificarsi per Li. Possiamo immaginare Lian che sottrae parte del ricavato degli incontri con i clienti[4] in modo da mettere da parte una somma per Li, per poi sparire senza lasciare tracce.

Il film di Andrea Segre, che di primo acchito appare molto limpido, riserva in realtà contorni molto più evanescenti e ambigui del previsto. Che si tratti di fatti o di persone, il film invita a non cedere alle prime impressioni, che possono rivelarsi approssimative, precipitose e prive di sfumature.

5. Domande o aspetti del film su cui dibattere

Secondo voi, perché gli italiani rifiutano la relazione tra Li e Bepi? Perché questa relazione li turba? Siete d'accordo con l'interpretazione secondo cui la relazione sarebbe il simbolo dell'imperialismo cinese? Avete un'altra ipotesi da suggerire?

Secondo voi, perché i cinesi rifiutano la relazione tra Li e Bepi? Si tratta unicamente, come sostengono, delle conseguenze deleterie per la reputazione dei cinesi? Oppure questa disapprovazione potrebbe celare motivazioni nascoste? Perché Li viene trasferita in un'altra città, quando era sembrata disposta a obbedire ai cinesi interrompendo la relazione con Bepi?

Secondo voi, questa vicenda avrebbe potuto essere ambientata in un altro luogo (la vostra città o un altro paese, ad esempio) con persone di altre origini? In cosa sarebbe stata diversa?

Il film ha allo stesso tempo un lieto fine, perché Li può riabbracciare il figlio, ma anche un epilogo amaro, perché Lian scompare e Bepi muore. Qual è l'elemento dominante per voi: la gioia o la tristezza? Quale spiegazione vi sembra più plausibile per giustificare la scomparsa di Lian? E la morte di Bepi?

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1. L'Avvocato dichiara: "La situazione diventa pericolosa".

2. Ad esempio, nel mese di settembre 2012, Le Monde diplomatique riportava in prima pagina un articolo di Michael T. Klare dal titolo: "La Chine est-elle impérialiste ?" (La Cina è imperialista?).

3. Ricordiamo che Devis si vanta con l'amico di aver fatto ricorso a una prostituta per una prestazione di alto livello costatagli molti soldi: la prostituzione fa quindi parte della realtà di Chioggia.

4. Nella prima lettera al figlio, Li scrive: "Quando il capo chiede di cucire 30 camicie al giorno, io ne cucio 10 di più per te". Possiamo immaginare che Lian riprenda a sua volta questa formula e lavori di più per mettere da parte una somma di denaro per il figlio di Li…


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